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11 ottobre 2015

Come da tradizione si è svolta ieri a Parma nella Casa Madre dei Missionari Saveriani  la Festa annuale dedicata ai Benefattori dell'Emilia.
E' iniziata con la Messa presieduta dal Generale della Congregazione padre Luigi Menegazzo e con la presenza di un bel numero di invitati.  Erano presenti diversi socie e soci del Gams di Parma.  

Testo dell'omelia di Padre Luigi Menegazzo

La celebrazione della messa domenicale è sempre una grande grazia per tutti noi; è una ricarica spirituale, un abbandonarsi alla bontà del Signore, un tempo specialissimo di riposo dell'anima e di tutto il nostro essere. Ascoltiamo la Parola del Signore, preghiamo insieme e rinnoviamo la nostra fede, portiamo con noi tante intenzioni da presentare al signore e ci nutriamo del pane Eucaristico. La nostra speranza e fiducia aumentano e la serenità e la forza entrano nel nostro animo.
Oggi l'assemblea è del tutto speciale. Un'Assemblea di famiglia, che condivide l'anelito missionario, composta di missionari giovani e anziani, di benefattori e amici dei missionari, di devoti di San Guido M.Conforti.
In questa domenica speciale la Parola del Vangelo ascoltata viene proprio a proposito: si tratta di una domanda fondamentale per tutti noi: Maestro, cosa devo fare per avere la vita eterna? La risposta del Signore è preceduta da una parola importantissima. Il Signore guardò il giovane e lo amò, cioè vide in lui un altro suo discepolo che avrebbe potuto diventare suo testimone, un predicatore del Regno di Dio. Quella parola esprime la gioia del signore. Subito il Signore gli offre la vocazione: va vendi quello che hai, vieni e seguimi! Ed ecco l'altra parola importante: il giovane si fece triste. In questo giovane c'era il desiderio di cose belle, di salire un pò in altro nella vita, ma si lascia volontariamente attirare dai pesi che spingono in basso. Il Vangelo aggiunge che il giovane se ne andò rattristato. Si accontentò di una fede mediocre, di una vita rispettabile, ma non speciale, come invece dovrebbe essere una buona vita di fede. Il Signore chiedeva una cosa molto importante e forte a quel giovane: lascia stare il passato, proiettati verso il futuro, attaccati a me e basta. Leggendo questo brano ci viene, forse, spontaneo pensare: quel giovane ha perso un'occasione, che peccato! Ma....e se le stesse parole ce le sentissimo dire direttamente ora dal signore, ciascuno di noi cosa farebbe, cosa risponderebbe? Eppure sono dette anche a noi!

Durante questa Eucaristia, di conseguenza, chiediamo al Signore questa grazia: Signore liberami dall'egoismo. L'egoismo che è disinteresse per gli altri, chiusura nel mio piccolo mondo di desideri e di piccolezze, soddisfazione con ciò che mi interessa e basta. Ci rivolgiamo al Signore perché ci renda capaci di seguirlo abbandonando tutto ciò che ci è di peso nella vita. Gli chiediamo di renderci capaci di seguirlo abbandonando tutto ciò che ci è di peso nella vita. Gli chiediamo di renderci capaci di buttare via i nostri piccolissimi desideri e di accogliere i suoi desideri: Lui vuole che siamo cristiani e battezzati  capaci di seguirlo nella vocazione che Lui ci ha dato: sposati, missionari,missionarie,giovani o meno giovani, sacerdoti o laici....Un cuore non appesantito dall'egoismo rende la vita veramente ricca di frutti e ci fa gustare anche la gioia e la serenità genuina. Chiediamoci anche: siamo consapevoli del grandissimo dono che Gesù ci fa chiamandoci a seguirlo?
Durante la prima settimana di settembre ho avuto la gioia di ricevere la visita due signore giapponesi, sorelle tra di loro, già nonne. Non sono cristiane, ma una la conoscevo da tanti anni, poiché abita vicina ad una delle nostre Chiese in Giappone. Una sera abbiamo iniziato a parlare di Gesù, discorso iniziato dalla signora che io conoscevo. E mi pose questa domanda: Padre Luigi, perché io, pur non essendo cristiana, mi trovo spesso a pensare come mai Gesù ha sofferto tanto per noi? Le risposi: Perché  il Signore vuole bene anche a Lei! Mi replicò che lei non era cristiana. E io le risposi che il Signore quando ama le persone non ha in mano il libro dei Battesimi. Si mise a piangere e poi mi scrisse dal Giappone che finalmente aveva avuto l'esperienza di sentirsi  con il cuore leggero e libero perché le sembrava che il Signore la chiamasse a vivere bene e in sua compagnia.
E noi che conosciamo il Signore? che ci nutriamo del Suo Corpo. Che ascoltiamo la sua Parola?

Ringraziamo il Signore e seguiamolo. Non ci chiede cose superiori  alle nostre forze. Nel seguirlo, invece, sta la nostra serenità e la nostra gioia.
Preghiamo gli uni per gli altri chiedendoci la grazia di seguire sempre il Signore.



Dopo la Messa c'è stata la Conferenza animata  dal padre Generale e dal Rettore dello studentato teologico internazionale di Parma, padre Fabrizio Tosolini, che ha raccolto un folto gruppo di persone.


Testo dell'intervento:


INTRODUZIONE
Prima di tutto rinnovo a tutti il mio saluto e ringrazio anche il Superiore della Comunità p. Larcher per avermi dato questa bella occasione id incontrarvi. Incontrare Benefattori e Amici di casa nostra è quanto di più consolante il Signore possa donarci. Voi ci rappresentate i nostri confratelli e io vi rappresento loro: una bella occasione per informarci a vicenda su come va la nostra Famiglia.
Vi presenterò alcuni aspetti rilevanti della vita della nostra Congregazione. Voi, attraverso i confratelli che conoscete, già sarete al corrente di come essi stanno e di che cosa stanno facendo e anche della situazione dei Paesi dove essi lavorano.
Mi soffermerò su alcuni punti che mi stanno a cuore in modo particolare.

I SAVERIANI OGGI
1.      La nostra Congregazione ha ancora una buona tenuta e di questo ringraziamo il Signore. Nel 2015 abbiamo avuto 24 nuovi confratelli che hanno fatto i Voti dopo il Noviziato; 6 ordinazioni sacerdotali. In tutto abbiamo 106 studenti professi che comprendono sia quelli di filosofia che di teologia. Questi numeri si riferiscono a tutto il mondo.
I Continenti nei quali abbiamo maggiori vocazioni sono l’Africa, poi l’Asia e l’America Latina. Come novità posso dirvi che abbiamo buone speranze nelle Filippine, dove il numero di candidati alla vita saveriana sembra che stia aumentando. L’Europa non dà più vocazioni. Come mai? I nostri padri fanno ogni sforzo per incontrare i giovani e proporre loro la vocazione saveriana, ma sembra che gli orecchi siano chiusi.
2.      Le nostre Missioni. Ora la preoccupazione maggiore va al Burundi, per la pericolosa situazione politica in seguito alla rielezione del precedente Presidente. L’assassinio barbaro delle tre Sorelle Saveriane, avvenuto un anno fa, tiene ancora con il fiato sospeso. I confratelli che lavorano in quel Paese sono sempre sotto pressione. Ringraziando il Cielo, la epidemia di Ebola, che è stata lunga e micidiale per la Sierra Leone, dopo un anno e mezzo sembra essere scomparsa. La gente delle nostre missioni è stata entusiasta e commossa dai nostri confratelli, nessuno dei quali ha lasciato il Paese durante la epidemia: tutti al loro posto e attivi. Sono fatti commoventi. Le altre missioni continuano la loro vita operosa, tra gioie e sacrifici, problemi e soddisfazioni.
3.      La nostra Famiglia, inoltre, ha avuto anche un grande riconoscimento di stima da aprte di Papa Francesco: lo scorso agosto è stato scelto p. Zon Adolfo, spagnolo che lavorava in Amazzonia, come Vescovo di una Diocesi dell’Amazzonia che si chiama Alto Solimoes: tutta acqua … dice lui! Nell’agosto del 2015 è stato nominato Vescovo anche p. Natale Paganelli, che lavorava in Sierra Leone e amministrerà la Diocesi di Makeni. Io sono molto contento di questa fiducia che il Papa ha su di noi Saveriani e non mi dispiacerebbe che per un po’ di tempo ci fosse un nuovo Vescovo saveriano ogni anno. Cosa ne dite?
4.      Altra bella notizia è che sta aumentando la simpatia di tanti Laici per noi Saveriani e quindi prende sempre maggiore forma il gruppo dei Laici saveriani. Essi sono dei fenomenali collaboratori alla Missione della Chiesa e prendono ispirazione da S. Guido M. Conforti. I Laici Saveriani sono presenti in Italia, ma anche negli altri Continenti.

5.      Le nostre comunità in Italia. Direi così: fanno il meglio che possono. Un tempo erano ricche di ragazzi, ora sono ricche di esperienza. In esse, infatti, vivono molti confratelli ritornati dalle missioni, con anni sulle spalle e anche malattie o stanchezze. Come è preziosa la loro esperienza: spero che in queste comunità tanti giovani si affaccino a incontrare questi missionari e ascoltare la loro vita. Certamente prenderanno molta ispirazione. Inoltre, le nostre comunità, in Italia e altrove, sono attente ai gravi problemi che stiamo vivendo. La immigrazione e le povertà economiche e morali sono problemi molto gravi ora anche in Italia, ma in tutta Europa e nel mondo. I nostri confratelli sono dentro a questi problemi e cerchiamo di vedere quello che per noi è sempre possibile fare, in varie parti del mondo.
ALCUNE ALTRE NOVITÁ
1.      In agosto tutti i Superiori maggiori delle nostre Missioni sono venuti a Tavernerio (CO) per un incontro che si tiene ogni due anni: abbiamo discusso su vari argomenti, ma il momento più intensamente vissuto è stato quando la Superiora Generale della Saveriane e il Superiore del Burundi ci ha parlato dell’assassinio delle tre Sorelle saveriane; quando abbiamo ascoltato come i nostri confratelli della Sierra Leone si sono comportati durante la epidemia di Ebola e quando il Superiore del Camerun e del Chad ci ha parlato della situazione pericolosa causata dagli estremisti di Boko Haram. In quella occasione abbiamo capito che davvero i nostri confratelli sono bravi e meritano un grande applauso.
2.      Quest’anno ricordiamo anche i 20 anni dalla uccisione in Burundi dei confratelli pp. Maule e Marchiol e della volontaria Catina Gubert. Grandi esempi da imitare. Ci stiamo accorgendo dei tesori che abbiamo in casa. I nostri martiri del Congo e del Burundi, al punto che qualcuno pensa anche che siano da proporre come candidati alla canonizzazione. I saveriani si sono davvero fatti onore. Noi non vogliamo più martiri, ma tanti saveriani santi!
RICHIESTE
1.      Chiedo preghiera per le Vocazioni. Dobbiamo chiedere al Signore che benedica la nostra Congregazione con tante vocazioni: vocazioni genuine, solide, oneste, coraggiose. Il mondo ha bisogno di missionari e questi dobbiamo anche meritarceli con la preghiera e con una vita onesta e santa.
2.      Visitate le nostre case, no dimenticatele. I confratelli hanno piacere se voi andate a trovarli, a stare un po’ insieme, a bere un caffè con loro. Dobbiamo tenerci uniti gli uni con gli altri, sostenerci con la preghiera e anche con la amicizia. Se avete occasione, fate girare e conoscere anche il mensile Missionari Saveriani, che porta nella nostre case le notizie della Famiglia e delle case dell’Italia, del mondo e di tanti avvenimenti.
Mandate anche notizie vostre ai Superiori delle nostre case: avvenimenti lieti, richiesta di preghiera per parenti ammalati, notizie di casa vostra, ecc. tenerci in comunicazione è molto importante.
CONLUSIONE
Un grande ringraziamento a tutti voi, presenti e assenti. Voi non siete di sostegno solo per il saveriano vostro parente, ma tutti siete di aiuto e conforto per tutta la nostra Congregazione.
Vi chiedo di ricordare in modo particolare i confratelli anziani e ammalati che dimorano in questa Casa madre. Sono seguiti con attenzione e affetto, con cura e fraternità. Altri confratelli anziani sono in altre parti del mondo: ricordiamoli tutti.

Vi auguro ogni bene e ora anche un Buon Pranzo.

Il p. Fabrizio ha poi presentato i nuovi studenti della Teologia internazionale:
Jorge proveniente dal Messico, Carlos, dal Brasile, Renovat e Jean Paul dal Burundi, Pietro dall'Italia.  





Alla fine dell'incontro c'è stato il pranzo che è stato seguito da un piccolo intrattenimento musicale offerto degli studenti della teologia.




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